[ZSD] è uno spazio di ricerca e produzione culturale che esplora il rapporto tra creatività ed ecologia attraverso progetti, pubblicazioni ed eventi.


[ZSD] indaga realtà e pratiche collettive nate dentro e oltre l’arte contemporanea che mirano, a loro volta, a innescare l’immaginazione ecologica e la produzione di sapere condiviso.
[ZSD] opera attraverso due strumenti metodologici

[ZSD edizioni] è una piccola casa editrice in cui la ricerca teorica trova il suo tempo e il suo spazio.
Serve tempo per riflettere o esiste un’ugenza immediata di esprimersi? Lavoriamo attraverso due formati – offline e online - per esplorare entrambe le dimensioni: 

  1. Prospettive pluriversali e immaginazione,
    diario di ricerca ad uscita annuale, pensato per riappropriarci del tempo necessario a decomprimere il pensiero.
  2. Journal, appuntamenti online che nascono quando emerge l’urgenza di raccontarci.

[ZSD project] è lo strumento operativo con cui i discorsi teorici prendono forma, cercando il contatto con le comunità.

Talk, rassegne, workshop, festival, progetti espositivi ed eventi diventano dispositivi attraverso cui intercettare un pubblico più ampio, attivando pratiche di mediazione e divulgazione nei territori di riferimento.



[ZSD] si propone come un ecosistema operativo, in cui dare spazio ai saperi situati e alle forme di produzione dal basso.

Un luogo in cui far convivere scrittura, produzione editoriale e sperimentazione con un’attenzione particolare alle questioni ecologiche che abbracciano una prospettiva non antropocentrica. 
Uno spazio di riserva dell’immaginazione dove il fare con le mani, lavorare con poche risorse e coltivare relazioni diventa una scelta politica prima ancora che estetica.

[ZSD] è un collettivo aperto nato nel 2024 dalla convinzione che l’esperienza creativa abbia un potenziale trasformativo reale, soprattutto quando si apre a forme condivise di pensiero e di azione.

Nel tempo, questo percorso si è nutrito dell’incontro con realtà, esperienze e pensieri eterogenei. Osservare, studiare, riconoscere il valore del lavoro altrui è diventato un modo per affinare le proprie domande, più che per cercare risposte definitive.

Saverio Osso (Amantea, 1998) è curatore e ricercatore. La sua pratica si colloca all’intersezione tra arti visive contemporanee e pensiero ecologico, con un focus su pratiche creative collettive, orizzontali e situate. La ricerca indaga i dispositivi curatoriali come strumenti per stimolare l’immaginazione ecologica e la produzione di sapere condiviso.
Ilaria Moscardi (Borgo San Lorenzo, 1998) è artista–operatrice. La sua pratica oscilla tra la necessità di “far accadere le cose” e la volontà di disegnare dispositivi che possano tenerle insieme. Dall’autoproduzione di diari visivi, alla progettazione editoriale fino all’interesse per quelle pratiche curatoriali e quelle realtà collettive che operano –dentro e fuori l’arte contemporanea– in contesti rurali e nel rispetto delle risorse.





© [ZSD]Project 2026
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